lunedì 10 gennaio 2011

STUCK IN A MOMENT YOU CAN'T GET OUT OF

....Certo che a volte ci si deve proprio rialzare.....
ci sono periodi che strascicano l'anima, la lasciano a terra priva di respiro, sentimenti in palla e freni ad ogni iniziativa, ho una gran voglia di strappare il celofan d'IMMAGINARIO PRIGIONIERO che m'avvolge.
A volte neanche l'aggressività esce come dovrebbe,
 a volte grideresti fino all' indomani mattina.....
però se ci penso, anche ciò mi piace, è un richiamo esplicito alla mia ADRENALINA,
è come se si innescassero meccanismi di difesa al blocco imposto dalla forte "corrente di un fiume in piena"
che t'investe e ti soffoca le attitudini......con l'adrenalina prodotta da una forte avversione al compromesso s'impara a nuotare.
Infatti una delle cose per me insopportabili è la prigione di finzione che attanaglia una REALTA'
ormai trasformatasi in un IMMAGINE VIRTUALE, per apparire esattamente come non si è,
sembra retorica ma quando lo sperimenti ti ferisce in ogni caso, soprattutto nelle relazioni.


"Non ho paura di niente in questo mondo
Non c'è niente che puoi gettarmi
Che io non abbia già sentito
Sto solo cercando di trovare una melodia decente

Una canzone da poter cantare in compagnia di me stesso

Non ho mai pensato che tu fossi uno sciocco
Ma caro mio, guardati
Tu devi stare dritto in piedi, portare il tuo peso
Queste lacrime non vanno da nessuna parte, baby

Devi riuscire a mantenerti insieme
Sei stato bloccato in un momento
Ed ora non riesci ad uscirne
Non dire che dopo andrà meglio
Ora sei bloccato in un momento
E non riesci ad uscirne...."

( STUCK IN A MOMENT  YOU CAN'T GET OUT OF - ALL THAT YOU CAN'T LEAVE BEHIND, U2) 

sabato 8 gennaio 2011

CRASH




Mai come in questi giorni mi viene in mente il sapore che ha la VERITA' anche quella scomoda, mi sembra spesso di vivere in uno spot televisivo, o in una fiction o una soap.....oggi tutto è....boh??? e quindi non so più dove cercarlo quel sapore d'autentico, di reale.
Non trovo immagini adatte ad inquadrare quanto voglio esprimere se non attraverso qualche vecchio libro: 
il buon vecchio Zeno di Svevo ad esempio.... 
Zeno dal greco Xenon: lo "straniero", lo sconosciuto, colui il quale insidia con la sua novità e con ciò che di lui non si conosce, o meglio..... con la sua verità scomoda che tutti viviamo ma che solo lui racconta apertamente, minando così le sicurezze di chi si arrocca dietro un'immagine istituzionale, fatta di stucco e cartapesta e leggendolo lo giudica, Zeno dal suo analista osa un racconto che forse altri non oserebbero: 
LA VERITA'. Svevo ne fa uno specchio di una società in preda alla nevrosi, tutta volta ad inseguire e a dipendere da qualcosa che ne elimina la genuinità, l'autonomia......


Come uno straniero, un profeta, il BUON SENSO spesso piomba nelle situazioni e si attira l'etichetta di straniero perché dice spudoratamente le verità che pensa, sente e comnprende....esso terrorizza chi lo incontra se vive la finzione, lo innamora se vive la verità, contro ogni giudizio e pregiudizio.